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25 novembre una data che non riguarda solo le Donne, ma tutti Noi.


Oggi, giornata contro la violenza e quindi anche contro i femminicidi, si commemorano e si ricordano tutte le donne alle quali è stata negata la vita, strappate ai loro affetti, seviziate, uccise, vittime di un percorso per cui la morte è lo stadio finale, tutto ciò che si mette in campo prima di arrivare a questo gesto estremo distrugge ed annienta ancor di più quella donna: la violenza fisica, psicologica, verbale, lo stalking.

E quando non si arriva alla morte l’esposizione violenza ha effetti negativi a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli. Anche gli stessi bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento, per tutta la loro vita, senza contare atti di emulazione nella fase adulta: è palese quindi che gli effetti della violenza di genere si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità. Se la violenza impatta in modo così distruttivo sulla comunità è proprio da lì che voglio partire.

Come deve rispondere la comunità a tutta questa ignoranza sociale? Con la cultura, con la conoscenza, facendo tutti insieme rete!

Proprio oggi sono stato con gli amici del “Ranch delle Donne” a Nichelino, una delle nostre eccellenze piemontesi e unica al mondo come supporto per le nostre donne, ad inaugurare con i ragazzi delle scuole una panchina rossa, per ribadire con questo simbolo ancora una volta il nostro NO alla violenza: proprio di questo luogo, il Ranch delle donne, mi piace citare una frase che recita “Anche Noi ora abbiamo una chiave e abbiamo anche trovato una serratura ma ciò che aprirà è un tesoro che aspetta solo di essere portato alla luce”.

Quindi la domanda che voglio fare a tutti voi è: finita questa settimana cosa resta? Quale sarebbe questo tesoro da portare alla luce?

Sicuramente resta l’impegno di ognuno di Noi, come persone prima che come amministratori, di sanare i danni che la violenza fa ai singoli e alla comunità, facendolo con azioni incisive e urgenti per il contrasto al crescente fenomeno della violenza nei confronti delle donne, non solo quindi dal ruolo che può avere un consigliere regionale, ma anche un amministratore di un ente locale o qualsiasi semplice cittadino, con tanta, tanta informazione a partire dalle famiglie e dalle scuole stesse.

Ciò che auspico, anzi ciò che sono sicuro che tutti noi auspichiamo è un obiettivo contenuto anche nel nostro stesso programma elettorale di Governo, ovvero l’obiettivo “zero femminicidi”, che muove dalla scorta alle donne vittime di stalking fino all’arresto in flagranza per chi non rispetta le misure cautelari del Codice rosso, un disegno di legge approvato nel 2019 contro la violenza sulle donne, utilizzando anche lo strumento della creazione di sezioni di tribunale specializzate in violenza di genere: ben venga inoltre la recente proposta di Legge della Senatrice Bongiorno della Lega per permettere di intervenire in caso di ritardata o omessa applicazione del Codice Rosso.

Perché la violenza è una malattia, occorrono medicine, medicine forti e reali. Purtroppo con le mentine e le caramelle non si salvano le vite! Grazie quindi a tutti coloro che durante l’anno si battono a livello operativo e anche solo come esempio contro la violenza, grazie in particolare oggi a tutti coloro che sono intervenuti su questo tema più che mai attuale, organizzando eventi o facendo solo comunicazione, dando quindi un valore aggiunto a questa Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.


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